E fare l’amore?


E fare l’amore?

Giorgio Piccinino

 

Diventare genitore è certamente un’evoluzione naturale per qualsiasi essere vivente, gli animali e gli esseri umani condividono in tutto e per tutto un periodo della loro vita orientato alla riproduzione e alla prosecuzione della specie. Per molti sensi un obbligo biologico con cui la specie per tanti mesi sequestra e impegna la donna in modo prepotente e, seppure in modi secondari e variabili, perfino il maschio.

Appena la donna resta incinta sente il suo corpo e la sua mente impegnarsi con struggimento e amore verso il nascituro e anche lui, appena può, fa di tutto per ottenere un’attenzione premurosa e costante segnalando costantemente la sua presenza. La gestazione è sempre un periodo molto delicato e richiede forse il più profondo senso di dedizione di cui può essere capace un essere umano, mica poco! Giustamente poi oggi si raccomanda alle madri, anche dopo la nascita, di essere a disposizione e di mantenere un contatto fisico e psicologico continuo almeno nel primo cruciale anno di vita del bambino. E poi, anche dopo, non è che cambi molto. Certo i nidi offrono qualche respiro e il ritorno al lavoro potrà pure fornire un certo diversivo, ma in ogni caso essere genitore manterrà ancora per molti anni una priorità esistenziale notevolissima nella vita dei coniugi.

Del resto i piccoli sono dei rivoluzionari, anarchici individualisti, che scardinano culture di coppia e familiari, mostrano con prepotenza (e sarebbe certo un bel insegnamento per gli stessi genitori se fossero guardati e ascoltati con curiosità) cos’è veramente importante nella vita a quei due che prima pensavano solo a lavorare e a divertirsi (insomma si fa per dire).

In questa breve riflessione vorrei ricordare però che il destino di quel neonato dipenderà non solo da questo dovuto accudimento, ma anche dalle sorti personali di quei genitori.

Torneranno a essere marito e moglie, due sposi, una coppia? Torneranno al reciproco amore e dedizione? Quante coppie si sono fatte travolgere dalla nascita dei figli?

Almeno la metà delle persone che vengono a fare terapia di coppia devono la decisione di sottoporsi a ciò che vedono come un mitologico salvagente a quel (o a quei) pupi che hanno stravolto il loro essere teneri amanti (e anche qui si fa per dire).

Intendiamoci, dico spesso che oggi le coppie si mettono insieme e poi si sposano “fra amanti” e quasi mai hanno la saggezza, agli inizi, di pensare al futuro prossimo e remoto, se il proprio ipotetico partner sarà anche un bravo marito o una brava moglie, un bravo padre o una brava madre. Si attraggono, si piacciono, convivono, viaggiano, se la godono (e ancora si fa per dire) e poi di solito per comodità abitativa … si sposano.

E poi dato che la natura spesso ha la meglio sulle loro comode gioiosità, fanno dei figli.

Che poi dovrebbero essere il coronamento del loro amore e una delle opere d’arte per cui dovrebbe valer la pena vivere.

E’ con la nascita dei figli che spesso i nodi vengono al pettine.

Ho conosciuto madri che hanno perso per sempre interesse a fare l’amore, altre che hanno riversato nei figli tutti i loro bisogni e le loro aspettative di felicità, ho conosciuto padri che non si eccitavano più dopo il parto perché la loro donna non era più la ninfetta di un tempo, altri che, ubriacati dal potere, dedicavano tutte le loro energie alla carriera e alle proprie individuali ambizioni.

Che c’entrano i pargoli se poi non se la sanno cavare? Voglio dire che di quella metà di pazienti la maggioranza assoluta è composta da coppie che già si poteva ben capire prima che non avrebbero retto il passaggio da amanti a genitori.

Come si dice i bambini anche in questo sono innocenti. Fanno solo quello che la natura gli impone di fare: vogliono coccole, base sicura, protezione, nutrimento fisico e riconoscimenti, permessi a essere diversi e oppositivi, stimoli e belle favole, giochi e giocattoli, limiti comprensibili e distrazioni, pappa quando hanno fame e un posto sicuro quando hanno sonno, culetto pulito e asciutto e ruttini, insomma chiamateli scemi.

E i genitori? Ma anche i genitori hanno bisogno delle stesse cose solo con in più il fare l’amore.

Ecco dove andavo a parare. Il destino di quel bambino dipenderà dall’amore che quei due incoscienti (solo all’inizio si spera) sapranno mantenere fra loro in tutto quel periodo.

E fare l’amore, in qualsiasi modo s’intenda, sarà una delle garanzie per far sì che quel rapporto adulto si mantenga e pure si confermi esclusivo per gli anni a seguire.

Non è un caso forse che in queste letture sulla genitorialità, scritte fin ora tutte da donne, ci volesse un uomo per dirlo (ma vi assicuro non c’è, data la mia età, nessun conflitto d’interesse), ma in effetti di solito sono proprio i maschi a sentirsi estromessi e a protestare per quei due amanti simbiotici. E pensate quando poi i figli sono due o tre.

A loro però, per contro, vorrei ricordare come siano soprattutto proprio i maschi, diciamo la maggioranza, a mettere in secondo piano nella loro vita la nascita dei figli.

Prima si lasciano distogliere, poi diventano secondari, poi non imparano a fare niente, poi si stufano accorgendosi di essere incapaci, poi trovano mille scuse (fra cui l’attaccamento madre bambino), poi arrivano a casa stanchi (loro!?) e se la mettono via, poi protestano e vogliono fare l’amore “a freddo”, a volte si trovano distrazioni (perfino la palestra, ma andiamo!) e sempre qualche impegno inderogabile sul lavoro, per non parlare di quando accettano spostamenti di città e paese. E in questi casi o spariscono loro oppure mogli e figli si devono sradicare da tutte le loro sicurezze e seguirli come possono.

Insomma lo ripeto per essere genitori sufficientemente bravi bisogna essere una coppia sufficientemente amorosa anche perchè naturalmente ripristinare un po’ di appartenenza farà bene anche ai figli se sarà fatto con progressione e attenzione alle loro capacità di accettazione.

Chiudere la porta della camera nuziale approfittando della nanna deve essere normale, mostrarsi affettuosi nonostante le loro proteste (di solito giocose e da accogliere benevolmente) mostrerà un modello affettivo potente e duraturo, essere insieme spesso a gestire le piccole e grandi difficoltà darà l’opportunità di intervenire sempre indifferentemente e fornirà anche un paritario modello maschile e femminile per il loro futuro.

Diventare genitori non deve far dimenticare, scalzando gli amanti, che più amore c’è nella coppia meglio cresceranno figli e forse anche l’amore potrà durare tutta la vita.

Le coppie hanno bisogno di rodaggio, manutenzione, tagliandi, verifiche sui terreni più impervi, comodi garage, filtri funzionanti e un motore, quello specialmente, sempre ben oliato.


 

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