Ho bisogno di te per fare la nanna

 


Ho bisogno di te per fare la nanna

Manuela Giago

Quando nacque la mia bambina mi resi subito conto di come le mie aspettative rispetto ai bisogni di un neonato fossero molto differenti dalla realtà. Il mio lavoro spesso mi ha portata a leggere materiale (libri e articoli) e a confrontarmi con genitori e colleghi sul tema della maternità e genitorialita’, ma quasi subito scoprii che non esiste nessun testo che possa davvero spiegarti come comportarti quando un bimbo davvero piccolo e indifeso cerca di comunicarti il suo bisogno attraverso un linguaggio che purtroppo non è di immediata comprensione: il pianto.

I bambini piangono per esprimere un loro disagio rispetto ad una situazione difficile che stanno vivendo e utilizzano questo tipo di comunicazione per affermare molteplici richieste: ho fame, sono stanco, ho sonno, sono arrabbiato, ho bisogno di coccole, mi manchi, sono scomodo, ho paura, non capisco cosa succede, ho freddo, ho caldo, sono triste…

Di fronte al pianto dei neonati i genitori si sentono a volte spiazzati e impotenti, soprattutto se tutto ciò accade di notte, momento sacro del riposo dopo una giornata intensa e stancante. Allora si percepisce la necessità di avere “istruzioni per l’uso” per correre ai ripari e far fronte ad una situazione inaspettata e poco controllabile; si va alla ricerca di manuali e metodi per far dormire i bimbi che proprio di fare la nanna non ne vogliono sapere. Tutto ciò è comprensibile, è davvero una questione di sopravvivenza fisica ed emotiva. Ma siamo sicuri che applicare un metodo generale e convenzionale sia la scelta più adatta per il nostro bambino?

Perché crediamo che delle indicazioni lette su di un libro possano aiutarci a dare risposta ai bisogni personali e unici del nostro piccolo?

Perché si, è proprio di bisogni che stiamo parlando e del modo più efficace e responsabile di rispondere a questi bisogni. Se siamo convinti che questa affermazione sia corretta, e io personalmente e professionalmente ne sono convinta, dobbiamo assolutamente abbandonare l’idea di trovare risposte all’esterno di noi: tutto ciò di cui ha bisogno il nostro bambino ce lo può dire solo lui e solo lui può spiegarci il modo in cui ha necessità di essere accudito. Nessuno può dire ai genitori il modo giusto o sbagliato per aiutare i loro figli ad addormentarsi: ogni bimbo ha le proprie esigenze e le proprie paure da ascoltare, contenere, leggere attraverso la relazione con la propria figura protettiva.

Il momento della notte e dell’addormentamento è un momento delicato per un bambino: la notte può essere piena di pericoli (un retaggio arcaico che noi ci portiamo dietro) ed è il momento in cui attraverso il sonno ci lasciamo andare e diventiamo maggiormente vulnerabili. Allora non possiamo non tener conto che forse è proprio qui che i bimbi sentono di più il bisogno di essere protetti e di conseguenza hanno la necessità di averci vicino, di avvertire la nostra presenza, di sentire che ci siamo per loro. Quando affermo ciò non voglio evidenziare che il cosleeping sia ad oggi l’unico modo per addormentarsi con i propri figli, ma che sia necessaria una buona informazione rispetto alla fisiologia del sonno dei bambini, la lettura emotiva dei loro bisogni e la buona conoscenza delle norme di sicurezza del sonno. Ogni genitore può trovare il modo migliore per vivere con serenità e positività il momento della nanna attraverso la relazione con il proprio cucciolo.

Oggi i genitori si trovano anche a dover superare aspettative e pregiudizi culturali e sociali errati:

  • i bambini devono dormire tutta la notte;

  • il bimbo deve dormire nel suo lettino se no non lo stacchi più da te;

  • il cosleeping rovina l’intimità di coppia;

  • il modo giusto per abituarlo a dormire nel suo lettino è lasciarlo piangere tutta la notte e poi impara e non piange più;

  • dormire insieme può aumentare il rischio della morte in culla;

  • ci sono bambini bravi e bambini problematici perché non dormono.

Tutto ciò non è corretto e oltretutto in alcuni casi può essere dannoso.

Dobbiamo essere genitori informati per evitare di cadere in queste trappole.

I bambini non dormono tutta la notte proprio perché hanno un ciclo del sonno completamente differente da quello degli adulti e ciò è funzionale alla loro sopravvivenza e alla loro crescita. Il bambino sentirà il bisogno di dormire nel suo lettino quando sarà pronto a fare questo passo di autonomia che è strettamente soggettivo. La coppia può trovare momenti di intimità in altre situazioni che non devono per forza essere quelle del sonno e se dormire insieme può far recuperare ore perse questo avrà sicuramente un beneficio sulla coppia. Lasciare il bambino piangere da solo per molto tempo può creare in lui forti sensi di abbandono e angoscia che possono creare situazioni pericolose nella crescita e nel benessere fisiologico ed emotivo. La sindrome da morte in culla può essere prevenuta e maggiormente evitata se seguiamo le norme di sicurezza del sonno. Non esistono bambini bravi o bambini cattivi, ma bambini che hanno differenti bisogni che vanno accolti ed ascoltati.

Numerosi sono le motivazioni e i fattori che influiscono sul sonno dei bambini e gli adulti devono tenerne conto. Non esistono metodi o strumenti per far addormentare i bambini, ma dobbiamo in qualche modo accettare che hanno esigenze e modalità differenti dalle nostre. Solo così possiamo metterci in ascolto e aiutarli veramente a trovare il loro modo di fare la nanna.

Attraverso questo semplice e breve articolo vorrei aiutare tutti quei genitori che si sentono persi e privi di strumenti nell’affrontare il sonno dei loro piccoli: ascoltatevi e ascoltate. Solo attraverso la relazione profonda con loro potrete capire come muovervi in questo spazio sconosciuto e solo i vostri cuccioli sono in grado di indicarvi la strada migliore.

Quello che in fondo vi chiedono è di aiutarli a crescere passo dopo passo, rispettando i loro tempi, ascoltando i loro bisogno e amandoli senza condizioni.


Centro Berne – Scuola di formazione S.r.l.

Unica sede in Piazza Vesuvio 19 – 20144 Milano
tel. 02.4987357
fax 02.48003643
berne@berne.it
cod. fiscale 05830730965
Part. IVA 05830730965
Orario di segreteria: lun-ven dalle 14,30 alle 18,30