C’è paura nell’aria


C’è paura nell’aria

Giorgio Piccinino

Saranno le prossime elezioni, sarà che i giornali e le televisioni mettono come prime notizie ciò che immaginano attiri di più l’attenzione (e si sa che la paura è una delle emozioni più profonde capace di attivare i comportamenti più arcaici di attacco/fuga), sarà quello che volete, ma certo che non se ne può più di vedere come in Italia i problemi reali delle persone siano sempre più in secondo piano.

Mi domando, ma quali sono i problemi prioritari per le persone?

Gli extracomunitari che arrivano in tutta Europa dalle più disparate regioni povere o in guerra?
Ma come è possibile? Tutti noi ogni giorno godiamo dei vantaggi di questi poveri diavoli che per nostra fortuna e … utile si adattano a fare i lavori più umili in cui poi chi ci guadagna di più sono certamente piccoli e grandi imprenditori e commercianti.
Senza di loro non sapremmo a chi far fare le pulizie in casa, non sapremmo a chi affidare i nostri anziani e i nostri bambini, non sapremmo a chi far costruire le case, distribuire il cibo, trasportare merci, traslocare, pulire i nostri uffici. Ormai i pizzaioli sono africani, gli sguatteri cinesi, le colf filippine, le badanti sudamericane e gli spacciatori, i più poveracci di tutti, africani. E tutti sono gestiti dagli italiani che li pagano in buona parte pure in nero, guadagnandoci.
E poi noi italiani, che ovviamente abbiamo una memoria cortissima, dovremmo pur ricordarci che anche noi abbiamo fatto di tutto (e anche di peggio) in giro per il mondo chiedendo accoglienza e arrangiandoci anche molto col malaffare, la mafia e lo sfruttamento.
E’ vero che alcuni di quei disgraziati sono anche piuttosto disturbati, ma, a quel che leggo, se le prigioni italiane trattengono una percentuale elevata di neri per lo più li trattengono per problemi di clandestinità.

Le violenze e i reati comuni nel nostro paese sono in continua diminuzione, le città italiane sono fra le più sicure del mondo, ma siccome nessuno lo evidenzia siamo anche qui di fronte allo stesso problema della temperatura: c’è quella reale (+ 5°) e quella percepita (un freddo cane).
Eppure sono ben altre le violenze che non sono diminuite per nulla, anzi: quelle sulle donne, quelle relative alla corruzione e alla truffa costante dei pagamenti in nero, con relativa evasione fiscale.

E che dire della violenza meno evidente ancora, ma sempre più grave, vissuta dagli italiani meno abbienti che vedono sempre più ampliata, proprio in periodo di crisi, la forbice fra ricchi e poveri. Ma avete notato la proliferazione di Ladies Nail Saloon (manicure, pedicure, unghie rifatte)? E tutti questi SUV? E la chirurgia estetica?
Si capisce allora perché molti se la prendono con gli stranieri e fomentano la paura?
E’ la solita vecchia storia, esportiamo il conflitto per non occuparci delle nostre ben più gravi magagne.
I femminicidi, le violenze e gli abusi sulle donne e sui minori, le truffe degli evasori, la corruzione (non solo mafiosa e camorristica), la mancanza di lavoro nel nostro paese sono problemi ben più gravi, ma sembrano preoccupare solo alcune persone sensibili e civilmente impegnate. Ma troppi guardano da qualche altra parte per non occuparsi del nostro malaffare.
La mente umana, noi lo sappiamo, censura ciò che più la infastidisce, e poi si abitua a tutto.
Noi italiani, esterofili di facciata, diamo per scontata la nostra cultura minore, individualista, maneggiona, furbetta e… godereccia (per chi se lo può permettere) e mentre guardiamo con falsa ammirazione tedeschi, scandinavi e giapponesi ci accontentiamo di quello che siamo.
Ma in nessun modo li vogliamo emulare.
Diamo per scontato che: “Siamo fatti così!”
Siamo affetti da una sindrome passivo-aggressiva, invidiosa e rancorosa, questa è la diagnosi dello psicoterapeuta, dentro la quale non riusciamo a domandarci più come poter essere migliori, noi.
Come quel ragazzo borderline, senza arte né parte che pure ha trovato accoglienza politica, che spara ai passanti di colore.
C’è poco da stare allegri, in generale non siamo un gran bel popolo, è ora di ammetterlo.
Sono sicuro che presi singolarmente molti di noi sono “brava gente”, ma temo che oggi gli italiani abbiano smarrito la capacità di guardare con consapevolezza e sincerità i propri difetti, che sarebbe anche il primo passo per poi volerli superare.

Come dicevo esportiamo il pericolo esterno, lo esasperiamo semplicemente per non guardare la nostra mancanza di senso civico, di umanità, di generosità, di senso dello Stato e della comunità. Berlusconi scese in campo contro i comunisti, ricordate, e oggi insieme a Salvini contro l’invasione dei senza dimora.
Ma guardate poi con che parole d’ordine è nato l’ultimo nuovo partito: “voi siete tutti ladri, siete voltagabbana, siete corrotti, siete verticisti, siete attaccati alle poltrone… noi soli cambieremo la politica”, è il solito manicheismo. E poi eccoli lì, in un batter d’ali, rivelarsi anche peggio.

Un’ultima domanda per gli economisti: ma questa ripresa economica che ci sta portando fuori dalla crisi da cosa dipende?

Mica che centrino i lavoratori, extracomunitari e non, sottopagati?


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