Paterson

La recensione del Centro Berne

Questo film è una poesia su un poeta che scrive poesie, che ascolta poesie, che legge poesie e fa della sua vita una poesia.

E Jim Jarmusch (di lui ricordate forse “Daunbailò” con Tom Waits e Benigni) lo ha girato come una poesia. Minimalista, va detto. Due persone sono uscite dal cinema a un certo punto, immagino perché per un bel po’ non succede un gran che, come nella vita di tutti, verrebbe da dire, certo non sono entrate nel mood (… come direbbero in altri film). Lo dico perché chi va a vedere questo film, che è bellissimo e lodatissimo, deve anche però prepararsi ad immergersi nella semplicità delle piccole cose e di avvenimenti che potrebbero essere anche drammatici se i protagonisti stessi non fossero un magnifico esempio di equanimità e di pacatezza.

Non pensate però a un film noioso, anzi, a parte il fatto che ogni inquadratura è per colori e tagli un continuo quadro in movimento, il fatto è che il regista riesce ad interessarci e a coinvolgerci dolcemente in un mondo di persone qualunque molto interessate alla vita, entusiaste di ciò che gli accade, delle proprie piccole e comuni passioni, degli incontri.

Paterson guida l’autobus e ascolta i passeggeri che chiacchierano fra loro e ogni tratto di strada è uno squarcio nella vita di persone diversissime tra loro, ma che in quei pochi minuti raccontano brevi storie, qualche avventura, desideri, speranze, fastidi e tutti ma proprio tutti sono degnissimi di attenzione.

Come si sarà capito qui non ci sono strepiti, combattimenti, conflitti, eroi, vincitori e vinti, ma nemmeno noia e mediocrità. Lo sguardo di Jarmush è stupefatto del semplice quotidiano, ci offre la meraviglia che possono avere gli sguardi lenti e partecipi su un muro scrostato piuttosto che su una ragazzina alle sue prime poesie, che poi sono belle come quelle di tutti coloro che guardano e stupiscono della vita … di tutti.

In effetti accadono anche due drammi improvvisi a Paterson, a dire il vero anche piuttosto buffi, e un meritato successo alla moglie Laura, ma anche di fronte a questi eventi, che pure i protagonisti vivono con naturale tristezza o gioia, il mondo sembra rimanere pacifico, comprensivo, pronto a riprendersi o a rimediare. Non dico di cosa si tratta per non rovinare la sorpresa, dico solo che, a pensarci un po’, risultano una lezione straordinaria di vita.

Tornato a casa sono andato a cercare tra i miei libri William Carlos Williams il poeta vissuto a Paterson (la cittadina ha lo stesso nome del protagonista) spesso citato nel film e ho trovato una raccolta di poesie e una di racconti che leggerò. Ho trovato qualche poesia piuttosto oscura e pessimista, non molto gradevole da leggere, ma questa che trascrivo qui sotto mi sembra in perfetta sintonia con le molte suggestioni del film:

In questa notte, la più languida dell’anno,
la luna è nella fase gialla senza luce.
L’aria è morbida, il gufo non ha
che una nota, il ciliegio fiorito

è una nebbia sui boschi, il suo profumo
indovinato appena si muove nel pensiero.
Nessun insetto è desto ancora. Poche foglie.
Non si dorme nell’arco degli alberi.

Il sangue è fermo, indifferente, il volto
non duole né trasuda macchia né la bocca
è riarsa. Ora l’amore potrebbe intrecciare giuochi,
e nulla turbare la piena ottava del suo corso.

Così è un po’ il film, un invito a non farci turbare troppo dagli eventi mentre dispieghiamo il nostro amore per la nostra compagna o compagno e per la vita, un amore che si appoggia sulle persone, le cose, gli animali (vedrete cos’è il cane e come il protagonista reagisce alle sue malefatte) senza giudizio né punizione, ma non senza attenzione e partecipazione.

Un film da tenere in casa e vedere tutte le volte che ci sentiamo travolti e turbati, pessimisti e delusi di fronte alla noia del concreto quotidiano o alle contrarietà impreviste della vita.

[hr]

Vuoi tornare alla scheda sintetica del film? Clicca qui

[hr_shadow]

[notify_box font_size=”13px” style=”blue”]Vuoi curiosare tra gli altri film per discutere? Clicca qui[/notify_box]

Centro Berne – Scuola di formazione S.r.l.

Unica sede in Piazza Vesuvio 19 – 20144 Milano
tel. 02.4987357
Orario di segreteria: lun-ven dalle 14,30 alle 18,30
fax 02.48003643
berne@berne.it
cod. fiscale 05830730965
Part. IVA 05830730965