Eleanor Oliphant sta benissimo

Eleanor Oliphant sta benissimo

G. Honeyman, Garzanti Editore, 352 pagg.

La recensione

Eleonor è una marziana, diremmo noi che frequentiamo l’Analisi Transazionale, ma è anche una specie di Forrest Gump, una giovane donna sola del tutto estranea al mondo in cui, nonostante tutto, riesce a sopravvivere. La conosciamo attraverso i suoi pensieri e il suo tortuoso percorso di umanizzazione, e vedrete in che senso. Sì perché la sua vita è solo una dura resistenza in un ambiente con cui non si integra in alcun modo. La seguiamo nelle sue riflessioni che sono quelle di chi guarda, appunto come un marziano, i comportamenti delle persone che “deve” frequentare con uno sguardo straniante, ma allo stesso tempo capace di rivelare fatuità, stupidità e ipocrisie. I suoi punti di vista sono a volte comici, altre sprezzanti, ma spesso del tutto condivisibili. Un pensiero così laterale è infatti capace, a mio parere, di rivelare a noi “persone normali” quanto di buono c’è nelle nostre attività quotidiane, nei piccoli incontri, nelle relazioni, anche quelle che consideriamo più semplici. Per Eleonor è tutto strano e inavvicinabile, la sua solitudine e il suo distacco, voluto e difeso strenuamente, è totale. E’ sempre sull’orlo del suicidio, beve molta vodka, guarda la tivù, vive da sola, coltiva una piantina, mangia pizza surgelata, è senza speranza. All’inizio.

Poi qualche piccola crepa comincerà a lasciar passare un po’ di luce in seguito a qualche fortuito incontro: “Le feci un sorriso. Per due volte in un giorno ero stata oggetto di ringraziamenti e sguardi calorosi. Non avrei mai sospettato che qualche piccola azione potesse suscitare reazioni così sincere. Sentii un piccolo bagliore dentro di me – non un incendio, ma più una specie di piccola fiammella costante.”

Da qui comincia una tenerissima e trepidante risalita e per il lettore una conoscenza sempre più chiara, ma che si svelerà solo verso la fine, di ciò che è accaduto a questa giovane donna. Perché quella cicatrice sul viso, cos’è successo per cui fin da piccola è stata data in affido, in modo del tutto fallimentare, a diverse famiglie? Cos’è successo a quel suo unico rapporto di coppia (ma allora ama ed è stata amata?), perché è finito? Non sto rivelando nulla perché queste informazioni emergono fin dall’inizio, cerco solo di dire che si tratta di una scrittura avvincente, come fosse un giallo psicologico, che, alla fine ci sorprenderà. E in un modo psicologicamente geniale.

Io mi sono appassionato, ho seguito la vita di Eleonor con complicità, compassione, gioia e anche paura. Sì paura per lei, paura che quel filo pure d’acciaio che la sostiene potesse recidersi da un momento all’altro.

C’è come sospeso un possibile incombente disastro, ma questa donna, “senza qualità” nasconde invece una determinazione e una capacità di resilienza che pian piano le consentirà di sperare, e noi con lei, nelle capacità di tutti gli esseri umani di crearsi, non più per sopravvivere, ma per vivere pienamente, un nuovo attaccamento alle relazioni … buone.

E’ un libro su come le convinzioni di copione possono creare una realtà drammaticamente difensiva, su come i pregiudizi o gli sguardi superficiali sulle persone possono impedire di coglierne la bellezza e di nutrirsene, ma anche un libro sui miracoli dei riconoscimenti, sulla semplicità dei gesti gentili, che per qualcuno possono essere veramente una salvezza.

Per chi ha poco a volte basta proprio poco per sentire di ricevere molto.

E’ un libro, infine, scritto con una competenza e una delicatezza psicologica rara, che invita a riflettere sulla follia, che invita alla compassione e a fare il tifo per chi, meno fortunato, annaspa fra disillusione, rinuncia, suicidio e speranza.

Gail Honeyman, l’autrice è una ex impiegata amministrativa, come la protagonista, ora scrittrice a tempo pieno, scoperta per caso durante un concorso letterario. Questo suo debutto, pubblicato nel 2017, è stato tradotto in 35 lingue, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, ha vinto vari premi tra cui il Libro dell’Anno ai British Book Awards 2018 e il prestigiosissimo Costa Book Award per il migliore debutto lo scorso 29 gennaio.

Se ne farà anche un film.

G.P.

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