
L’essenza della psicoterapia
Restare umani, diventare sapiens
Giorgio Piccinino, Mimesis Edizioni, 2026, 150 pagg.
Questo libro è un sasso nello stagno del mondo della psicoterapia, è la proposta di alcuni punti fermi per coloro che si prendono cura degli esseri umani. Gli studi più recenti, soprattutto di antropologia, stanno infatti contribuendo a chiarire come l’evoluzione abbia portato fino ai giorni nostri una specie straordinariamente dotata di precise propensioni e potenzialità, eppure fragile, delicata, facilmente manipolabile e fortemente dipendente dagli altri. E’ questa Physis naturale e universale che dobbiamo conoscere, saper ripristinare e poi proteggere quando è stata deteriorata. Serve sia un lavoro terapeutico psicodinamico che modifichi le conseguenze delle incurie subite nell’infanzia, ma anche un sostegno per un presente spesso causa di sofferenze e distorsioni per la vita relazionale. L’autore propone dunque un’attività che recuperi l’essenza della nostra umanità, mantenendo attivi entrambi gli sguardi grazie alle relazioni accoglienti, solidali, autentiche e fiduciose che si sviluppano nelle terapie di gruppo. Il gruppo infatti diventa una nuova famiglia “adottiva” dove è possibile lasciar emergere le difficoltà relazionali, non solo raccontate, ma sperimentate e poi elaborate, in diretta. Si attuano così quelle modalità sane e diversificate di relazione che sono la realizzazione felice proprio dell’essenza degli esseri umani. Un modo anche per contrastare modelli sociali individualisti, competitivi e consumisti che stanno danneggiando la nostra stessa natura.
Indice
I. QUALCHE AFFERMAZIONE PRELIMINARE
Ogni professione d’aiuto dovrebbe caratterizzarsi come difesa degli esseri umani dagli attacchi di qualsiasi cultura li disumanizzi, nel passato infantile come nel presente. Mi sembra questa una sensibilità politica oggi impellente e inderogabile. Non portiamo la peste, non scoperchiamo le tombe, non sveliamo impulsi vergognosi, non ci interessano soltanto le difettosità, al contrario il compito della psicoterapia oggi è quello di vivificare la nostra millenaria natura originaria, fatta di energia vitale, afflati amorosi, voglia di vivere, di crescere e dare senso e significato alla nostra esistenza.
II. PRENDERSI CURA DEGLI ESSERI UMANI: LA FELICITÀ E LA SANITÀ COME REALIZZAZIONE DELLA NATURA UMANA
Dobbiamo reconocer che l’istinto di sopravvivenza ha portato noi esseri umani a strutturare altre diverse caratteristiche diventate indispensabili a mantenere in vita la specie e noi stessi, altre propensioni, acquisite negli anni della nostra evoluzione. Sono slanci vitali grazie ai quali gli esseri umani nascono vitali ed energetici, attivati da innate tendenze all’azione finalizzate a cercare di mantenersi in vita e riprodursi e imparare a farlo il meglio possibile.
III. LA GIOIA E IL DOLORE COME DISPOSIZIONI EVOLUTIVE
Il corpo del neonato viene al mondo già programmato per segnalare internamente (sentire) ed esternamente (esprimere) la piacevolezza o la repulsione per certi comportamenti e per certe situazioni, in modo immediato, in presa diretta con ciò che sta capitando. Le emozioni piacevoli e spiacevoli esistono per “necessità” evolutiva, esistono per rinforzare e valorizzare le propensioni e i comportamenti naturali o per svelarne la mancanza. Persa nell’evoluzione l’obbligatorietà istintiva l’Homo sapiens ha bisogno proprio delle emozioni per sapere come comportarsi, le piacevoli rinforzano, premiano e nutrono il nostro andare secondo natura, mentre le spiacevoli ci allarmano e ci scuotono, ci fanno “giustamente” soffrire quando non siamo più in grado di amare, evolvere e realizzare la nostra identità.
IV. LA NEVROSI È UNA VIA D’USCITA PROTETTIVA
La cura delle problematiche psicologiche, oltre che l’ovvio accento al buon funzionamento intrapsichico e sociale, deve comprendere anche una visione più complessiva della persona come essere umano. Non siamo i meccanici al pit stop nelle gare di formula uno, il nostro lavoro non serve a molto se dopo aver cambiato le gomme o sostituito una parte del motore le persone tornano a fare la stessa vita di prima. Uno psicoterapeuta si dovrà sempre domandare “cosa farà di sé questo paziente?”. Non basta saper guidare e avere un mezzo ben funzionante (capacità realizzate con molte delle terapie di ultima generazione) bisogna anche trovare una meta sana e significativa e un itinerario sostanzialmente gioioso.
V. SESSO, LUSSO, SPASSO E ALTRE FUTILI DISTRAZIONI
Ora che il mondo occidentale in generale non è mai stato così sicuro e il progresso materiale innegabile, ora che non solo non possiamo espanderci sempre più, ma che tutti i poveri del mondo bussano alle nostre porte è giunto il momento di fare un nuovo salto evolutivo. Ora ci dobbiamo fermare e ripulirci da ciò che non serve, uscire dal narcisismo del lusso, del piacere, della crescita incontrollata a scapito di altri esseri umani per completare il progetto biologico della specie, verso la realizzazione di una nuova età che potremmo chiamare della cura e dell’affettività solidale.
VI. ORA E SEMPRE RESILIENZA
Se difendiamo e valorizziamo gli esseri umani, se li distogliamo dai “persuasori occulti” che li alienano e li reificano riducendoli appunto a gioiosi narcisi inconcludenti, forse riusciamo a smuovere anche la loro immaginazione per metterla al servizio di se stessi e non della produzione di merci e dell’economia attuale. Per l’economia attuale la nostra felicità è addirittura controproducente.
VII. QUALCHE STORIA VERA PER DIRE CIÒ CHE È SACRO
Ciò che è Sacro persiste nel tempo, non perché è onnipotente, ma perché per il suo stesso valore resiste ad ogni attacco, a ogni tentativo di volgarizzazione e manipolazione. Il Sacro lascia fare, non se ne cura, non ha crociati per difendersi. Semplicemente riemerge sempre, per rifulgere più prezioso e determinante che mai. È così che dimostra la sua sacralità ogni essere umano che nasce. Sacra è la natura umana, ormai immutabile nella sua essenza e nelle sue predisposizioni, da centinaia di migliaia di anni, e in parte anche da molto prima. Servono solo occasioni propizie per rivelarsi e persone che sanno di cosa si tratta per andarla a cercare. Questo è l’obiettivo “politico” di chiunque si prende cura degli esseri umani. Tutto il resto è una “mano di bianco” sopra un muro scrostato e pericolante, nemmeno un pessimo muratore la darebbe.
VIII. CAMBIARE PARADIGMA: UNA PSICOTERAPIA RADICALE È ANCHE POLITICA
È ora di cambiare paradigma, per modificare i deterioramenti precoci la psicoterapia o è radicale o non è, al massimo è rieducazione, allenamento, riadattamento, ma lascia inalterate le fissazioni emotive, cognitive e corporee quando sono avvenute nei primi periodi della vita… Alimenteremo dunque il coraggio contro la paura, l’autonomia contro la rabbia, l’accettazione contro la tristezza. Andremo anche a pescare nel passato delle persone le gioie dimenticate che inevitabilmente, nonostante tutto, l’hanno aiutato a sopravvivere e, almeno in parte, ad amare, crescere e essere sé stesso. La psicoterapia è, secondo me, di conseguenza, principalmente in gruppo e sarà orientata, com’è ovvio e come vedremo, inizialmente ad accogliere le persone così come sono, ma dovrà poi, con la progressiva consapevolezza condivisa di come da bambino è avvenuto lo snaturamento, aiutare la persona a riattivare le pulsioni specifiche bloccate e il suo sacro funzionamento emozionale originario.
IX. DALL’ETÀ DELLA SOPRAVVIVENZA ALL’ETÀ DELLA CURA
La buona notizia è che la natura umana (l’Io della specie) non si è fatta inibire, è stata ed è ancora più forte delle nostre arretrate e confuse culture. I nostri figli nascono da centinaia di migliaia di anni allo stesso modo, i nostri come quelli dei peggiori dittatori e serial killer. E nascono tutti sani nelle loro propensioni… Noi possiamo e dobbiamo aiutare gli adulti a essere consapevoli che le sofferenze attuali derivano da uno “snaturamento” della propria umanità potenziale e delle propensioni con cui anche loro sono nati e che in ogni caso sono ancora vive sotto traccia nell’inconscio o nel conscio sofferente. In questa direzione i terapeuti dovranno dare valore alle sofferenze delle persone, ma le dovranno definire come manifestazioni della discrepanza fra la loro essenza, pur sempre presente, e la cultura assorbita negli anni.
X. LA TERAPIA DI GRUPPO PSICODINAMICA: LA TENACE DETERMINAZIONE A PRENDERCI CURA DELL’UMANO IN RELAZIONE
Senza la capacità di intrecciare relazioni positive non c’è felicità, né benessere, né crescita, non basta un buon funzionamento individuo o la consapevolezza di sé o il rafforzamento dell’autostima. Vivere è imparare a essere felici in un mondo popolato dagli altri, in cui ciascuno può trovare l’equilibrio fra auto realizzazione e appartenenza, fra conservazione ed evoluzione. Il gruppo di terapia può essere quella scuola dell’affettività e delle relazioni che ci sta mancando sempre più. Siamo anche noi psicoterapeuti che dobbiamo difendere l’essere umano da qualsiasi falsificazione culturale che ha come scopo il mantenimento di differenze economico/sociali, la limitazione delle possibilità di scelta, l’arricchimento di pochi a scapito di molti, lo sfruttamento delle persone come risorse al servizio di un’accumulazione senza ritorno, ecc..
BIBLIOGRAFIA