Programma Edizione 2018

Programma integrale

Una cultura più attenta ai diritti della persona fa sì che oggi ci si interroghi sulla validità di un sistema penale che priva il reo, anche per lunghi anni o addirittura per tutta la vita, di molti diritti fondamentali, e non offre la necessaria protezione alla vittima.

Questa riflessione non rimane limitata al mondo, per quanto importante, della teoria, ma ha trovato, o sta trovando, attuazione all’interno dell’ordinamento giuridico. Basta pensare alla gestione della giustizia minorile, dove è normale il ricorso a strumenti diversi dalla detenzione, e anche alla riforma dell’ordinamento penitenziario, per la quale si attendono i primi decreti attuativi.

Tutto questo non toglie le difficoltà insite nell’attuazione della giustizia riparativa: non solo difficoltà legate all’uso di una struttura, quella della giustizia, costruita principalmente nella prospettiva di stabilire una pena (sia pur “giusta”) per il colpevole, ma anche difficoltà ad accettare l’idea che la società possa essere giusta non tanto attraverso la punizione, ma piuttosto aiutando chi ha commesso un reato a reinserirsi nel tessuto sociale.

Sotto questo punto di vista il cambiamento non può essere soltanto giuridico, ma deve toccare la dimensione culturale e psicologica. Basta osservare le reazioni più immediate e più diffuse di fronte a chi commette un reato nel tempo in cui fruisce di una misura alternativa al carcere; e questo non ostante sia ben noto che queste misure riducono la recidiva, se facciamo un confronto con ciò che avviene troppo spesso dopo anni di detenzione. Possiamo quindi parlare di un’estrema attualità, e insieme di significative resistenze, di fronte al progetto della giustizia riparativa. Il Master che proponiamo si colloca tra questi due termini.

Ci rivolgiamo alle figure professionali che operano, a diverso titolo, nel campo della giustizia: magistrati, avvocati, giudici onorari e giudici di pace, psichiatri, psicologi, educatori ed assistenti sociali.

Queste diverse figure professionali, ciascuna nel proprio ambito, possono essere dei “portatori di giustizia riparativa”, e possono usare questo master come un’occasione per:

  • Approfondire la riflessione sui fondamenti teorici delle giustizia riparativa
  • Avere una visione globale di quanto è già possibile fare all’interno dell’ordinamento giuridico esistente, entrare in contatto con esperienze significative di ciò che già viene fatto, confrontarsi con chi opera in questa direzione innovativa.
  • Riflettere sulle tematiche psicologiche profonde che vengono toccate dal cambiamento di prospettiva: non più” punire” ma “riparare”.

Mentre esistono sicuramente progetti formativi che si occupano efficacemente dei primi due punti, ci sembra una specificità del nostro master la scelta di approfondire anche il terzo punto. 

Finalità del Master

Il Master non ha la finalità quindi di formare nuove figure professionali nell’ambito della Giustizia Riparativa ma di diffondere un sapere della cultura riparativa orientato a valorizzare la delicata questione del rapporto vittima-reo nella prospettiva di favorire un’apertura di un dialogo finalizzato al riconoscimento dei dolori e delle sofferenze umane, portando gli autori di reato a comprendere che gli atti da loro commessi hanno reali conseguenze per la vittima e per la società, di cui è importante essi acquisiscano una consapevolezza responsabile.

Il Master sulla Giustizia Riparativa consolida un sapere nelle seguenti aree tematiche:

  • La cultura riparativa in una lettura psicologica e giuridica.
  • La colpa e la pena nella prospettiva della psicologia collettiva.
  • La dimensione del sentire umano nei suoi risvolti intrapsichici ed interpersonali verso la conoscenza dei processi relazionali funzionali, disfunzionali e patologici.
  • La psicologia del crimine.
  • Il processo di elaborazione del senso di responsabilità alla base del processo riparativo e di cambiamento.
  • L’elaborazione del lutto da parte della vittima: dalla negazione all’accettazione verso la riconciliazione.
  • Gli strumenti giuridici a disposizione della giustizia riparativa. 
Cosa dicono gli esperti di Giustizia Riparativa

Dott. Gherardo Colombo, ex magistrato, in “Restorative Justice. Viaggio alla scoperta della giustizia riparativa”: “Credo che sia soprattutto per i fatti gravi che può essere utilizzato un sistema di Giustizia Riparativa; è in quel caso che la vittima ha bisogno di recuperare il suo senso di persona. E questo senso lo può recuperare soltanto ottenendo una risposta a due domande: Perché? E perché proprio a me? E ottenendo un gesto forte di riparazione da parte di chi il male gliel’ha provocato. Io arrivo a una valutazione molto negativa delle carceri. La nostra Costituzione parte dal principio del riconoscimento della dignità a tutte le persone in quanto persone. E io credo che il carcere sia in contrasto con la dignità delle persone”.

Dott.ssa Alessandra Dal Moro, giudice, A che punto siamo con la giustizia riparativa, di (www.generativita.it, 11 maggio 2014): “[…] Insufficiente e “monco” tutto il sistema procedurale che, disinteressandosi, in effetti, delle persone (sia dell’autore che della vittima del reato) per concentrarsi sul fatto- reato, mira, secondo il suo epilogo fisiologico, ad applicare una pena (nel vero senso della parola) detentiva che, di “rieducativo”, non ha proprio nulla, se non per circostanze del tutto casuali, rimesse all’intelligenza delle persone con cui, per buona sorte, un detenuto può venire in contatto”. 

Prof. Giovanni Angelo Lodigiani (docente Università Insubria) intervistato sulla Giustizia Riparativa (Restorative Justice) in esclusiva per ProfessioneGiustizia.it: “La giustizia riparativa è un paradigma giuridico complementare al diritto penale, perché ha bisogno dei diritto penale nella parte della precettistica perché è lì che si evidenzia il valore. Quindi la giustizia riparativa si occupa di porre una dinamica di comunicazione fra la vittima, il reo e la società perché, ricordo, sono tre i soggetti coinvolti dal reato secondo la giustizia riparativa, non solo il reo e la vittima ma anche la comunità”. 

Prof.ssa Grazia Mannozzi (docente Università Insubria) in “Restorative Justice. Viaggio alla scoperta della giustizia riparativa”: “ […] C’è un vasto gruppo di illeciti, penso per esempio ai diritti di relazione, in cui autore e vittima si conoscono, in cui la pena serve a poco e allora forse la giustizia riparativa può dare alle vittime ma anche all’autore del reato, quelle risposte che il diritto penale non riesce più a dare. La giustizia riparativa si preoccupa di offrire alle vittime del reato, anzitutto uno spazio di ascolto e questo lo fa attraverso la mediazione penale, cioè l’incontro faccia a faccia tra l’autore del reato e la vittima”.

PROGRAMMA DETTAGLIATO DEL MASTER (2019)
Il calendario e il programma dettagliato verranno forniti successivamente.
PROGRAMMA 2018

1° Giornata – 4 Maggio 2018, 14,30-18,30: Presentazione del Master e dei suoi obiettivi.

La rivoluzione della Giustizia Riparativa (l’ex magistrato Gherardo Colombo, autore di importanti testi sull’argomento).

Approfondimento psicologico. L’idea di una giustizia che “ripara” anziché “punire” tocca degli elementi profondi del nostro mondo interno. Ci proponiamo di darne una lettura psicologica (Dott.ssa A. Brambilla, dott.ssa S. Polin e Dott.ssa A. Zanuso, Centro Berne).

2° Giornata – 18 Maggio 2018 – 14,30-18,30: La colpa, la pena e la psicologia collettiva

L’apporto dei mass media alla costruzione del sentire collettivo. C’è una risposta “immediata” della collettività di fronte al reato o alla pena? E qual è il ruolo dei media nell’alimentare, in un senso o nell’altro questa risposta? (Dott. P. Storari, magistrato e Dott. F. Vanni, giornalista).

Approfondimento psicologico. Le emozioni: significato e funzione delle emozioni. Emozioni e pensiero. Le emozioni e la propria storia personale. Emozioni del singolo, emozioni della collettività. (Dott.ssa A. Zanuso, Centro Berne).

3° Giornata – 25 Maggio 2018, 14,30-18,30: La psicologia del crimine

La personalità del reo: struttura e dinamiche (Profssa I. Merzagora, docente Università Statale di Milano).

Riparare è possibile: dalla colpa alla responsabilità. L’esperienza del proprio lavoro nel campo della giustizia riparativa. Casi pratici (Avv. A. Silvestri, penalista).

Approfondimento psicologico. L’elaborazione della responsabilità. Come superare il doppio rischio della deresponsabilizzazione (“In fondo che cosa ho fatto?”) o del senso di colpa distruttivo (“Per me ormai non c’è più nulla da fare”). (Dott. F.Ricardi, Centro Berne).

4° Giornata – 8 Giugno 2018, 14,30-18,30: Il punto di vista della vittima

Aspetti giuridici: la giustizia punitiva si disinteressa della vittima, la giustizia riparativa se ne fa carico. Due testimonianze (Dott.ssa A. Dal Moro, giudice; e Avv. M. Buti, penalista, e Avv. B.Carattoni, civilista – Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua).

Approfondimento psicologico. La vittima: dal desiderio di vendetta alla elaborazione del lutto per il torto subito. Come un operatore nel campo della giustizia riparativa può aiutare l’elaborazione del lutto (Dott.ssa A. Brambilla, Centro Berne).

5° Giornata – 20 giugno 2018, 14,30-18,30:

Gli strumenti giuridici a disposizione della giustizia riparativa. Che cosa è già possibile fare nella direzione della riparazione. (Prof.ssa G. Mannozzi e Prof. ALodigiani, docenti Università Insubria).

Una testimonianza: l’Associazione “In opera” e il suo lavoro nel carcere di Opera (Dott.ssa G. Musco).

Approfondimento psicologico. La dimensione psichica di questo lavoro: la capacità di mentalizzare, di comprendere profondamente il significato e le conseguenze dei propri errori e di ammetterle di fronte alla società. Il grande percorso interno del cambiamento dell’immagine di sé. (Dott.ssa A. Brambilla e Dott.ssa S. Polin, Centro Berne).

6° Giornata – 4 Luglio 2018, 14,30-18,30:

Il paradigma delle 5 parole per comprendere la giustizia riparativa (Prof. G. A. Lodigiani).

Approfondimento psicologico. La riparazione, il negoziato e il perdono. Le dimensioni cognitive e affettive che è necessario toccare perché si giunga – quando possibile – a una vera riconciliazione (Dott. F. Ricardi e Dott.ssa A. Zanuso, Centro Berne).

Conclusione del Master (Gli Psicologi del Centro Berne). 

Gli approfondimenti psicologici degli incontri saranno, più in particolare:

1° giornata: i codici profondi della psiche.

Di fronte al progetto della giustizia riparativa non c’è solo la risposta ragionata, che ne mette in luce i valori e anche i vantaggi. C’è anche una risposta più immediata, che nasce da codici psicologici più profondi: il codice del genitore che premia e punisce, il codice del bambino che ritiene di aver ricevuto un torto o un’ingiustizia nel confronto con gli altri (metaforicamente, i fratelli). Occorre anzitutto conoscere questa dimensione profonda, per poter operare più consapevolmente nell’area della giustizia riparativa.

2° giornata: Le emozioni individuali, relazionali e della collettività.

Nel comprendere il significato di una cultura riparativa in ambito giuridico è necessario approfondire il senso e la funzione della dimensione emotiva. L’assunto da cui partire è che il processo riparativo si fonda su una competenza ed una consapevolezza emotivo-relazionale. Ciò che proviamo (in modo consapevole ed inconsapevole) influenza il nostro agire determinando a livello comportamentale risposte adeguate oppure reazioni disfunzionali in cui le emozioni possono prendere il sopravvento in un fare disregolato e impulsivo che in assenza di un pensiero riflessivo e modulato possono portare la persona a commettere azioni pericolose per sé e per gli altri anche con conseguenze penali.

3° giornata: La comprensione psicologica del tema della colpa e della responsabilità.

In questa giornata si approfondirà la realtà della persona che commette il crimine per cogliere le differenze rispetto ai due possibili atteggiamenti di fronte al danno causato a terzi: l’atteggiamento di Colpa e quello di Responsabilità. Nella loro diversa essenza queste due polarità presuppongono rispettivamente l’assunzione di un ruolo passivo-immaturo e di un ruolo proattivo-adulto. La dimensione della colpa è spesso legata ad un senso di impotenza. All’opposto il senso di responsabilità presuppone una valutazione matura e consapevole del proprio agire e dei propri errori nella piena accettazione di ogni conseguenza delle proprie azioni.

4° giornata: Come un operatore nel campo della giustizia riparativa può aiutare l’elaborazione del lutto.

Si tratta di un processo molto complesso e spesso lungo che vede albergare nell’ animo sentimenti intensi capaci di catturare interamente la persona nella loro morsa: rabbia, dolore, delusione, paura, senso di ingiustizia e sfiducia, senso di colpa, impotenza e rassegnazione e desiderio di vendetta.

La vittima ha prima di tutto bisogno di ascolto, di sentire legittimati i propri sentimenti potendo così cominciare a ricostruire fiducia in se stessa e nell’ altro.

Questo spazio relazionale sicuro permetterà a questi sentimenti così difficili di fare la loro strada e di essere infine lasciati andare.

5° giornata: La dimensione psichica di questo lavoro.

La capacità di mentalizzare, di comprendere profondamente il significato e le conseguenze dei propri errori e di ammetterle di fronte alla società. Il grande percorso interno del cambiamento dell’immagine di sé. Spesso chi sbaglia non ha consapevolezza dei propri agiti, si muove sulla base di risposte automatiche e viscerali alle esperienze che la vita propone. Il pensiero che legge queste esperienze è contorto e distorto, profondamente contaminato e lontano dal significato reale delle stesse e conferma e alimenta il vissuto emotivo che risulta amplificato, grandioso, assoluto, dotato di una intensità spesso travolgente. In questa situazione è impossibile per la persona accedere alla capacità di mentalizzazione, alla possibilità cioè di riflettere sui propri pensieri e sui propri sentimenti rendendone possibile la gestione. Essere capaci di mentalizzare permette di riconoscere se stessi e il proprio impatto sull’ altro assumendo la responsabilità dei propri agiti e dei propri errori.

6° giornata: Aspetti psicologici e giuridici della riparazione.

La giustizia riparativa suppone un incontro tra il colpevole e la vittima; perché questo sia possibile richiede un itinerario personale nell’uno e nell’altra. L’accettazione della propria responsabilità da una parte, l’elaborazione del lutto per il torto subito dall’altra. Se scendiamo più in profondità in questo itinerario scopriremo che si chiede un cambiamento nella immagine di sé e il contatto con emozioni che non è facile gestire.Il professionista che lavora in questo campo non è coinvolto in prima persona in questo itinerario, ma ne deve avere una comprensione empatica, per essere efficace.

Metodologia didattica

Il Master grazie all’intervento di professionisti con una solida e comprovata esperienza professionale sia in ambito psicologico, sia giuridico offrirà una palestra formativa specialistica e interdisciplinare strutturata in lezioni frontali integrate ad una partecipazione interattiva di tipo teorico-esperienziale (lavori in sottogruppi, confronti in plenaria, dibattiti, analisi di casi e testimonianze dirette).

Ai partecipanti saranno fornite slide/dispense con la sintesi degli argomenti trattati durante le lezioni.

A chi ci rivolgiamo

Il Master rivolto alle figure professionali che operano, a diverso titolo, nel campo della giustizia: magistrati, avvocati, giudici onorari, giudici di pace, psichiatri, psicologi, educatori e assistenti sociali, e coloro che si occupano di problematiche riguardanti la colpa e il perdono.

Docenti

Dott.ssa A. Brambilla (psicoterapeuta del Centro Berne); Avv. M. Buti, penalista, e Avv. B. Carattoni (Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua); Dott. G. Colombo (ex magistrato); Dott.ssa A. Dal Moro (giudice);   Prof. A. Lodigiani (Univ. Insubria); Prof.ssa G. Mannozzi (Univ. Insubria); Prof.ssa I. Merzagora (Univ. Statale Milano); Dott.ssa G. Musco (Ass. In Opera); Dott.ssa S. Polin (psicoterapeuta del Centro Berne); Dott. F. Ricardi (psicoterapeuta del Centro Berne); Avv. A. Silvestri (avvocato penalista); Dott. P. Storari (magistrato); Dott. F. Vanni (giornalista); Dott.ssa A. Zanuso (psicoterapeuta del Centro Berne).

Tutoring
  • Avv. A. Silvestri.
Comitato Scientifico
  • Dott.ssa A. Brambilla;
  • Dott. G. Colombo;
  • Dott.ssa A. Dal Moro;
  • Dott.ssa S. Polin;
  • Dott. F. Ricardi;
  • Avv. A. Silvestri;
  • Dott.ssa A. Zanuso
Costi

Per iscrizioni pervenute entro il 13/4/18: € 580 IVA compresa; per laureati e/o diplomati da non più di tre anni, 30% di sconto: € 406.

Per iscrizioni pervenute dopo il 13/4/18: € 630 IVA compresa; per laureati e/o diplomati da non più di tre anni, 30% di sconto: € 441.

Modalità d’iscrizione

accedendo al sito del Centro Berne, www.berne.it, è possibile trovare il programma completo del Master e scaricare il modulo d’iscrizione nella finestra “Master in Psicologia Giuridica: la Giustizia Riparativa”. Per informazioni contattare la segreteria del Centro Berne, berne@berne.it, tel. 02/4987357, dal lunedì al venerdì dalle 14,30 alle 18,30.

Termine per l’iscrizione e per il versamento quota: entro il 27 aprile 2018.

Caratteristiche organizzative del Master
  • Numero posti disponibili (min -max ): 15 – 40 partecipanti
  • Monte ore complessivo: 24 ore
  • 6 Docenze: i venerdì dalle 14.30 alle 18.30
Crediti Formativi

per questo Master verranno riconosciuti gli ECM, n. 10 Crediti Formativi per gli Avvocati. Si specifica che i Crediti Formativi verranno rilasciati per la partecipazione ad almeno l’80% del Master, mentre i crediti ECM per il 100%. E’ attiva la convenzione con CROAS Lombardia ed è stato richiesto l’accreditamento dell’Ordine Assistenti Sociali Regione Lombardia.

Presentazione dei docenti
  • Dott.ssa A. Brambilla: psicologa, psicoterapeuta, formatrice e docente in psicologia clinica, socia del Centro Berne. Formata alla Core Process Psychotherapy, insegnante di MBSR, si occupa di Mindfulness applicata alla clinica.
  • Avv. M. Buti: avvocata penalista, si occupa anche di assistenza alle vittime dei reati di violenza intrafamiliare e di genere. Dapprima quale vice procuratrice onoraria presso la Procura di Milano, dal 2015 collabora con il Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua.
  • Avv. B. Carattoni: avvocata civilista, tratta principalmente le materie collegate al diritto di famiglia e minorile. E’ impegnata sul tema del maltrattamento in famiglia e della violenza di genere dall’inizio degli anni 90 con la Casa di accoglienza delle donne maltrattate di Milano e con Cerchi d’Acqua sin dalla sua nascita nel 2000.
  • Dott. G. Colombo: ex magistrato; ex consigliere di Cassazione; consigliere Rai. Dal 2009 Presidente della Garzanti. Divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme. Autore di “Il perdono responsabile. Si può educare il bene attraverso il male, le alternative alla punizione ed alle pene tradizionali” (Ed. Ponte alle Grazie, 2011); e di “Il perdono responsabile. Perché il carcere non serve a nulla” (Ed. Ponte alle Grazie, 2013). Relatore in diversi convegni e seminari sul tema.
  • Dott.ssa A. Dal Moro: giudice presso il Tribunale di Milano dal 2005 con funzioni civili, specializzata in materia di diritto societario e d’impresa. Dal 1992 al 2000 sostituto procuratore presso la Procura per i minorenni di Milano, dove ha collaborato con il prof. A.Ceretti e la prof.ssa C. Mazzuccato alla prima sperimentazione di giustizia riparativa con l’introduzione nel processo minorile di un’esperienza di mediazione penale, volta a coinvolgere attivamente la vittima, e promuovere l’instaurazione di una relazione (anche solo epistolare) tra minore autore del reato e persona offesa. Ha partecipato, quale garante, all’esperienza di giustizia riparativa nel “Il libro dell’incontro”, per oltre 7 anni e che ha coinvolto ex appartenenti a gruppi di lotta armata e vittime di questi gruppi.
  • Prof. A. Lodigiani: docente di Giustizia riparativa e mediazione penale all’Università degli Studi Insubria. Autore insieme alla Prof.ssa Mannozzi del primo manuale in lingua italiana di Giustizia riparativa: “La giustizia riparativa. Formanti, parole e metodi” (Ed. Giappichelli, 2017); e di Giustizia riparativa. Ricostruire legami, ricostruire persone” (Ed. Mulino,2015).
  • Prof.ssa G. Mannozzi: professore ordinario all’Università dell’Insubria, insegna diritto penale e Giustizia riparativa, mediazione penale; direttrice del Centro CesGReM (Centro Studi sulla Giustizia Riparativa e la Mediazione). All’Università degli Studi dell’Insubria la Prof.ssa Grazia Mannozzi ha istituito la prima cattedra italiana di “Giustizia riparativa e mediazione penale”. Autore insieme al Prof. Lodigiani del primo manuale in lingua italiana di Giustizia riparativa: “La giustizia riparativa. Formanti, parole e metodi” (Ed.Giappichelli, 2017); e di Giustizia riparativa. Ricostruire legami, ricostruire persone” (Ed. Mulino,2015).
  • Prof.ssa I. Merzagora: professore ordinario di Criminologia all’Università degli Studi di Milano. Titolare Cattedra di Criminologia, Presidente del Direttivo della Società Italiana di Criminologia. E’ stata componente esperto della Sezione di Sorveglianza presso la Corte di Appello di Milano e componente dell’Equipe di osservazione e trattamento presso diverse strutture penitenziarie. Svolge attività peritale e di consulenza tecnica in ambito psicopatologico. Autrice di numerosi libri. Effettua e ha effettuato perizie anche in casi famosi, come quello di Adam Kabobo, che nel maggio 2013 uccise a picconate tre persone a Milano.
  • Dott.ssa G. Musco: Medico dell’Ospedale San Raffaele di Milano, responsabile volontario dell’Associazione “In Opera”. All’interno del Carcere di Opera progetta iniziative con i detenuti interessati.
  • Dott.ssa S. Polin: psicologa, psicodiagnosta, psicoterapeuta del Centro Berne e formatrice. Esperta in psicologia forense in ambito civile. Terapeuta EMDR per l’elaborazione delle esperienze traumatiche.
  • Dott. F. Ricardi: psicologo, psicoterapeuta, formatore e docente in psicologia clinica, socio del Centro Berne. Ha pubblicato: “L’Analisi Transazionale: il sé e l’altro” (Ed. Xenia); e articoli su riviste: “Il mito della ripetizione” (Costellazioni,1998,n.1); “Linguaggio e cambiamento” (Costellazioni, 1999,n.2). “Il setting in psicoterapia”; ”L’analisi del gioco tra Bateson e Berne”; “Il fascino indiscreto del sentimento”; “Psicoterapia e teatro: un’esperienza”; “Il puzzle degli stati dell’Io”; “Progetto e copione”; (tutti pubblicati nella rivista Neopsiche).
  • Avv. A. Silvestri: avvocato penalista. Si occupa principalmente di diritto penale e diritto penitenziario, violazioni codice della strada, tribunale per i minorenni, tutela vittime dei reati. Dal 1993 viene inserita nel ruolo dei Vice Procuratori Onorari di Milano con mansioni di Pubblico Ministero specializzato nella colpa medica, reati ambientali ed infortuni sul lavoro, incarico che manterrà sino al 1997. Dall’anno 2009 è iscritta all’albo dei Cassazionisti.
  • Dott. P. Storari: sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano.
  • Dott. F. Vanni: cronista giudiziario a «la Repubblica» e docente al master in Giornalismo dell’Università Cattolica. Nel 2015 ha pubblicato “Il clima ideale”, suo primo romanzo, premiato come migliore esordio italiano alla trentesima edizione del Festival du Premier Roman de Chambéry. Nel 2017, con Andrea Greco, ha scritto il saggio d’inchiesta Banche impopolari. Nel 2018 ha pubblicato il romanzo giallo “Il caso Kellan”.
  • Dott.ssa A. Zanuso: psicologa, psicoterapeuta, formatrice, docente clinica, trainer e supervisor counselor, socia del Centro Berne. Ha pubblicato “La nostra parte nascosta: l’Ombra” (Ed. Baldini Castoldi Dalai); “In debito e in credito col mondo e con la vita” (Ed. Baldini Castoldi Dalai).

 Il Centro Berne nasce nel settembre 1978 come uno dei primi istituti italiani di Analisi Transazionale confermandosi negli anni come un’affermata Scuola di Formazione alla Psicoterapia, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

 

Centro Berne – Scuola di formazione S.r.l.

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