Ricarichiamo le pile ai nostri bimbi!


Ricarichiamo le pile ai nostri bimbi!

Diana Misaela Conti

Frase: Gli ambienti naturali sono una fonte inesauribile di stimoli piacevoli che non richiedono alcuno sforzo.  La nostra mente è, così, libera di vagare.

Tutti noi abbiamo dei luoghi preferiti, posti dove ci sentiamo più tranquilli ed in pace. Alle volte li troviamo per caso, altre volte è come se ci fossero sempre stati, ma dove non ci sono bisognerebbe cercarli. Spesso nel mio lavoro suggerisco alle persone di trovarsi uno spazio confortevole, un luogo speciale ed esclusivo, una sorta di giardino segreto personale dove potersi ricaricare .

La letteratura ha dimostrato che le persone preferiscono gli ambienti naturali rispetto a quelli artificiali e che anche solo la presenza di alcuni elementi naturali fa innalzare il gradimento dei luoghi più artificiali. Quindi, anche un piccolo balcone o un angolo verde in casa possono aiutare a stare meglio. Inoltre, come abbiamo già detto nel precedente articolo sul tema, la dimensione affettiva ha sicuramente un ruolo importante nel farci preferire un luogo ad un altro. I ricordi e le sensazioni legate ad un posto possono renderlo più o meno piacevole. Questo è ancora più vero per i bambini che vivono di più attraverso i loro sensi rispetto agli adulti dove esperienza e razionalità possono aiutare. I bimbi, infatti, sono facilmente incuriositi o infastiditi da colori, forme, suoni e sono istintivamente portati a trovarsi il loro luogo preferito.

Ma in che modo gli elementi naturali aiutano a ritrovare le energie? Nella vita quotidiana siamo sottoposti ad un gran numero di stimoli, l’attenzione ci permette di focalizzarci su quelli rilevanti, escluderne altri e  fare gerarchie d’importanza così da dedicare un certo tempo ad un certo compito in maniera funzionale. Per un buon funzionamento dobbiamo ripristinare regolarmente questa capacità. Dormire è il modo più comune e conosciuto per gestire l’affaticamento mentale, tuttavia, purché efficace, è alle volte un rimedio temporaneo. Per un recupero completo dello stato di fatica mentale è necessario non solo riposare l’attenzione diretta (quella che richiede uno sforzo cosciente e attivo per prestare attenzione a qualcosa/qualcuno), ma rigenerarla, e questo avviene solo rendendola temporaneamente non necessaria. Possiamo disattivare l’attenzione volontaria usando quella involontaria, ed in particolare una sua componente chiamata fascination.  Gli ambienti naturali sono una fonte inesauribile di soft-fascination, cioè di stimoli piacevoli che non richiedono alcuno sforzo da parte nostra (un tramonto, la luce in un bosco o il mare), mentre gli ambienti urbani sono, troppo spesso, sovraccarichi di stimoli (luci lampeggianti, suoni improvvisi, auto, bici. etc.). La nostra mente è così libera di vagare cogliendo delicatamente quanto viene dall’esterno e lasciandosi trasportare senza dover necessariamente attivarsi per fare qualcosa o risolvere un problema.

I bambini, in particolare, sono più sensibili alla fatica mentale degli adulti, perché per loro è molto più difficile ignorare le distrazioni dato che la loro capacità attentiva non è ancora del tutto sviluppata e hanno un controllo minore su quanto gli accade. La stanchezza può facilmente sopraggiungere dal momento in cui gli viene chiesto di usare l’attenzione per periodi prolungati o di rimanere concentrati su qualcosa. I sintomi di affaticamento mentale sono: noia, distraibilità, irritabilità, difficoltà a concertarsi e pianificare, aggressività, tendenza a correre rischi inutili e via dicendo. Quindi i bambini hanno un enorme bisogno di opportunità di rigenerare l’attenzione!!

In questo caso, si ricorre molto spesso a strategie palliative come la televisione/videogiochi e tablet, ma purtroppo questi dispositivi non posseggono le qualità rigenerative di cui abbiamo parlato poco fa.  Infatti non eliminano il fattore “sovraccarico di informazioni”, poiché i programmi televisivi/giochi o video sono una fonte di stimoli improvvisi e incontrollati che arrivano senza filtri. La sensazione di abbandono percepita sul divano mentre si guarda uno schermo o si gioca viene confusa con rilassamento mentre in realtà si tratta di passività ad un bombardamento di stimoli.

Una soluzione, utile per grandi e piccini può essere quello di portare i nostri bambini appena possibile nei parchi o in ambienti naturali cosicché possano trarne tutti i benefici possibili  e noi con loro! Benefici che, tra l’altro, possono influenzare positivamente anche la scuola e lo studio.

Per concludere vorrei lasciarvi un breve estratto del libro Il Giardino Segreto, che secondo me descrive perfettamente lo stato di fascination di cui abbiamo parlato prima:

“Una delle cose strane della vita di questo mondo è che solo qualche volta uno si sente veramente contento di vivere. Succede, per esempio, se ti alzi presto una mattina e assisti a quel meraviglioso, indescrivibile spettacolo che sono l’alba e il sorgere del sole. Se in un momento così si riesce a dimenticare tutto e a guardare solo il cielo che da pallido va prendendo colore, il misterioso spettacolo che ti prende alla gola e ti fa commuovere davanti a tanta bellezza che pur si ripete ogni giorno da migliaia di migliaia di migliaia di anni e ti senti felice di poterci assistere.
Succede, per esempio, se ti trovi solo in un bosco al tramonto e riesci ad ascoltare le cose meravigliose che ti ripetono, senza che le tue orecchie possano intenderle, i raggi del sole che se ne va e che ti raggiungono come una pioggia d’oro attraverso i rami e le foglie degli alberi.
Succede, per esempio, se in una splendida notte stellata alzi gli occhi verso la cupola scura trapunta da milioni di puntini tremuli e lucenti. Succede, talvolta, se ascolti un pezzo di musica; o se ti specchi negli occhi di una persona che ami.”

(Il Giardino Segreto. F. H. Burnett).


 

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