Papà in attesa


Papà in attesa

Manuela Giago

“Questa attesa sembra lunghissima, eppure sono solo pochi minuti e due stanghette prima di sapere se la nostra vita cambierà totalmente. L’abbiamo cercato così tanto questo momento nei lunghi mesi di “prove” e delusioni e ora eccoci qui, con i pensieri che vanno a mille, le emozioni sono un turbinio e io che mi sento una statua di sale… Ed ecco che esci dal bagno con il tuo sorriso e i tuoi grandi occhi lucidi; ho voluto lasciarti un po’di privacy in quel momento, ma ora so di per certo che tutto il nostro mondo sta già per cambiare.”

(Pensieri di un papà in attesa)

Che cosa accade nell’attimo in cui un uomo scopre per la prima volta che da li a 9 mesi nascerà il suo bambino?

Possiamo trovare numerosissimi testi in libreria sulla mamma in gravidanza e dettagliati manuali su come affrontare al meglio il periodo gestazionale; per non parlare di strutturati corsi pre parto, yoga in gravidanza, corsi di piscina per gestenti e chi più ne ha più ne metta. Ma chi pensa ai papà? Come mai nessuno, o pochi, tengono in considerazione il fondamentale ruolo dell’uomo durante l’attesa di un figlio?

Spesso si sottovaluta l’importanza del ruolo paterno anche in questa fase primaria: l’uomo, come la donna, ha bisogno di comprendere, metabolizzare e rielaborare ciò che sta accadendo nella sua vita dal momento in cui apprende di aspettare un figlio. La donna inizia la sua gravidanza con la consapevolezza che all’interno del suo grembo è presente una vita, una presenza reale e concreta che determinerà, nel corso dei 9 mesi, dei cambiamenti oggettivi e tangibili in tutto il suo corpo. La madre vive letteralmente sulla sua pelle il cambiamento e può sperimentare giorno per giorno l’inizio della sua maternità ancor prima della nascita del proprio figlio: può sentirlo muoversi, può parlargli, accarezzare la pancia…

L’uomo di contro vive l’attesa prettamente come un evento virtuale, presente unicamente nella sua mente. I nove mesi di attesa sono un periodo di passaggio dalla coppia esclusivamente amorosa, alla coppia genitoriale. In questo tempo la madre diventa mediatrice nella relazione tra il bambino e il papà, come se non ci fosse ancora un “ingresso” diretto in questa fondamentale relazione. Per questo motivo i papà alla nascita potrebbero trovarsi spaventati e intimoriti da un ruolo che non sono ancora in grado di riconoscere come proprio, sopraffatti da emozioni e pensieri contrastanti.

E’ necessario creare un’alleanza tra le mamme e i papà partendo fin dai primi mesi di gestazione, proprio per comprendere che si è una squadra, che ci si può sostenere a vicenda e soprattutto dare voce ai dubbi e alle paure che accompagnano questo tempo delicato e incerto di trasformazione (personale e di coppia). Inoltre i padri dovrebbero sentirsi maggiormente coinvolti duranti i nove mesi, proprio per permettere a questo bambino di farsi spazio dentro di loro, magari attraverso il dialogo nella coppia, la comunicazione l’uno all’altro di ciò che si sta sperimentando e soprattutto la condivisione di momenti importanti quali visite mediche, ecografie, attività comuni, come passeggiate o piacevoli serate con gli amici.

A volte i corsi preparto mettono a disposizione un incontro per i papà, un incontro su dieci che vengono fatti con solo le mamme. Forse sarebbe importante comprendere che la presenza del padre durante l’attesa di un figlio non è un evento occasionale in cui, nella maggior parte dei casi, si suggerisce al futuro papà come agire durante il travaglio o come non intralciare l’ostetrica nelle sue manovre. Perché non immaginare di dare voce ai papà in uno spazio tutto loro di condivisione per esempio, in cui sentirsi liberi di esprimere disagio, paura o rabbia rispetto ai loro vissuti; oppure un percorso condiviso con le mamme in cui si possa creare quella condivisione che potrà creare poi un’alleanza genitoriale fondamentale dopo la nascita del proprio figlio.

Se ci riflettiamo attentamente, non possiamo non tenere in considerazione che fino a qualche decennio fa i padri non erano assolutamente coinvolti nel parto, nella cura e nella crescita dei propri figli. La dimensione della gravidanza e della nascita aveva un’accezione prettamente femminile: l’uomo era escluso dall’evento della nascita, come se non potesse averne le competenze, o come se la sua presenza non fosse necessaria. Oggi tutto è cambiato: i padri partecipano e sostengono le madri durante tutto il travaglio, condividendo il dolore che ritmicamente accompagna le ore precedenti il parto e in alcuni casi sono addirittura protagonisti di un momento magico e unico che neppure la donna può assistere, che è proprio quello della fuoriuscita del bimbo dal grembo materno. Che privilegio hanno questi papà moderni!

Non possiamo dunque non tenere in considerazione l’importanza che hanno i padri oggi nell’accompagnare le proprie compagne durante tutto il periodo della gravidanza e ancor di più la grande responsabilità delle donne di coinvolgere e dare valore ai papà, punti saldi e rocce all’interno di una famiglia.

I papà di oggi sono uomini a tutti gli effetti in attesa e hanno il diritto e la necessità di uno spazio di comprensione e metabolizzazione di tutta la gravidanza, proprio come le madri.

Ogni madre dovrebbe riconoscere questo spazio e donarlo al proprio compagno e ogni padre dovrebbe accogliere l’importanza di far crescere dentro di sé, giorno dopo giorno, per nove lunghi mesi, proprio come una nuova nascita, il poter essere un Papà!

 

“Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo piccolo pugno, l’ha catturato per sempre”

(Gabriel Garcìa Màrquez)


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