Adolescenti: dove sono le istruzioni per l’uso?


Adolescenti: dove sono le istruzioni per l’uso?

Manuela Giago

Tutti circondati di mostri e di dei, non si conosce la calma. Dei gestii compiuti in quegli anni, quasi non ve n’è uno che più tardi non vorremmo sopprimere, mentre ciò che invece dovremmo rimpiangere è di non possedere più la spontaneità che ce li faceva compiere. Più tardi si vedono le cose in modo più pratico, pienamente conforme a quello del resto della società, ma l’adolescenza è il solo tempo in cui si sia imparato qualcosa.”
(Marcel Proust)

Nel corso della mia professione, sia nell’ambito psicologico che in quello educativo, ho potuto incontrare molti genitori di ragazzi adolescenti che arrivavano da me con la richiesta costante di capire dove fosse finito il loro “bambino” ormai scomparso da qualche tempo.

Questi genitori non riconoscevano più i loro figli che manifestavano comportamenti contraddittori, ribelli, scostanti e con cambi repentini di umore. Ma cosa stava accadendo? Come mai quei bambini ben conosciuti e prevedibili si erano volatilizzati lasciando al loro posto adolescenti con la testa fra le nuvole e con emozioni amplificate?

La domanda più frequente che mi sono sentita dire è stata: “come devo fare adesso? Come posso capire ciò che mi sta chiedendo mio figlio in questo momento? Come mai non riusciamo più a parlarci quando prima potevamo dialogare insieme, mentre adesso si chiude in camera per ore?”.

Questi sono solo piccoli esempi di quesiti che un genitore di adolescente si pone in questo periodo di crescita complicato ma unico e irripetibile, ricco di occasioni fondamentali per lo sviluppo psicofisico dei propri ragazzi.

Di solito ciò che rispondo a questi genitori smarriti (più dei loro figli adolescenti) è che non esistono istruzioni per l’uso, ma che è sicuramente necessario fermarsi per ascoltarsi in primo luogo, tenendo conto di ciò che smuove dentro di noi nel nostro ruolo genitoriale questo tipo di comportamento inaspettato e in secondo luogo osservare senza pregiudizi ciò che sta accadendo al proprio ragazzo e imparare a conoscerlo nuovamente.

Ma chi sono questi adolescenti e quali informazioni possiamo avere per non ritrovarci spiazzati di fronte ai loro atteggiamenti? Proviamo a vedere insieme alcune considerazioni importanti.

L’adolescenza è un periodo dello sviluppo psicofisico caratterizzato da noti cambiamenti sia fisici che psicologici, accompagnanti da una nuova e avvincete avventura alla riscoperta di se stessi e della realtà circostante. Si abbandona la fantasia infantile e si ricerca un’immaginazione più concreta, basata sul desiderio di avventura che spinge ad esplorare nuovi luoghi e sperimentare un certo grado di autonomia. Avviene anche un cambiamento nella modalità relazionale: gli adolescenti iniziano a spostare la loro attenzione maggiormente verso il rapporto con il gruppo dei pari (necessario per effettuare un rispecchiamento con loro) e ricercano l’indipendenza dagli adulti di riferimento, dai loro valori e dai loro ideali.

Questa ricerca di autonomia fa si che i ragazzi mettano in atto comportamenti di messa in discussione o distacco rispetto all’ambito familiare: i genitori vengono spesso criticati, ma rimangono in ogni caso un rifugio a cui tornare nei momenti di difficoltà e di delusione in questo nuovo momento di vita. Gli adulti (genitori, educatori, insegnanti…) che sono presenti nella vita degli adolescenti, si possono sentire smarriti e spaventati da questo desiderio di emancipazione e di conseguenza impreparati a far fronte ai cambiamenti che stanno vivendo questi ragazzi. In alcuni casi la risposta a questa richiesta di autonomia è, da parte degli adulti, un incremento di bisogno di dipendenza e una messa in guardia dei pericoli presenti nel mondo e i rischi della novità.

Gli adolescenti sentono la necessità di rifiutare le imposizioni degli adulti, vogliono leggere la realtà in modo nuovo e sperimentarsi con le proprie gambe nello straordinario percorso che hanno intrapreso. La negazione di autonomia e indipendenza da parte dei genitori è la maggior causa di conflitti tra loro e i loro figli.

L’adolescenza rimane inoltre il tempo della ricerca e della formazione della propria identità, il potersi sentire amato e accettato in modo incondizionato per ciò che si è e per ciò che si è diventati nel corso di questo periodo. Da un lato avvertire la propria specificità e dall’altro la consapevolezza della propria diversità nei confronti dell’altro e della realtà. L’adolescente trova conferma di sé nel confronto con il gruppo dei coetanei e con gli adulti significativi con cui ha una relazione.

Un utile esercizio che possiamo fare come genitori di adolescenti è chiedersi queste semplici domande e stare in ascolto:

  • Chi eravamo da adolescenti e quali erano le nostre caratteristiche

  • Chi erano e quali erano le caratteristiche degli adulti della nostra adolescenza?

  • Che rapporto c’era tra noi e i nostri adulti di riferimento?

  • Quali azioni, pensieri, comportamenti mettevamo in atto per conquistare la nostra autonomia?

Queste domande possono aiutarci a focalizzare anche i nostri vissuti rispetto ad un periodo di vita che tutti noi abbiamo vissuto con meraviglia, fatica o passione. Un momento del percorso della crescita che inevitabilmente ci pone di fronte a cambiamenti e contrasti nei confronti dei nostri genitori.

In conclusione non esistono ricette o istruzioni per l’uso per ritornare a comprendere i propri ragazzi nel periodo dell’adolescenza, ma è sicuramente necessario porsi in ascolto delle loro richieste e delle loro emozioni, capaci di un dialogo costruttivo e privo di pregiudizi, capace di creare confronto ed essere soprattutto adulti coerenti e testimoni di una vita felice, ricca di passioni ed essere promotori positivi della loro autonomia e crescita personale.


 

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